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mercoledì 4 maggio 2011

Accordo raggiunto tra Gaza e Ramallah, festeggiamenti al Cairo e nei Territori

Si è festeggiato oggi al Cairo e nei territori palestinesi per la sottoscrizione avvenuta ieri nella capitale egiziana del patto tra Hamas, Fatah e 11 altre fazioni palestinesi. L’accordo, oltre a sancire la pubblica riconciliazione tra i movimenti di Gaza e Ramallah, prevede la formazione di un governo di transizione composto da personalità indipendenti che eserciterà l’autorità in preparazione di nuove elezioni che avverranno possibilmente nell’anno in corso.

La cerimonia sarebbe stata anticipata da un incontro tra Abu Mazen, presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Khaled Meshal, capo in esilio di Hamas, Mourad Moufi mediatore e capo dell’intelligence egiziana, Amr Mussa, segretario della Lega Araba, Nabil Al Arabi, ministro degli Esteri egiziano, il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu e quello del Qatar Hamad bin Jassem al Thani, più i segretari generali delle altre fazioni sottoscriventi l’accordo. Presente alla cerimonia anche l’emissario Onu per il Medio Oriente, Robert Serry.

Nonostante la volontà espressa da Abu Mazen di superare le divisioni al fine di ottenere una pace senza compromessi (Israele scelga fra la colonizzazione e la pace, ha dichiarato infatti il presidente dell’Anp), il quotidiano israeliano Haaretz avrebbe diffuso la notizia secondo la quale lo stesso Abu Mazen avrebbe insistito per vedersi riconoscere la leadership del governo di transizione, assicurandosi in tal modo una posizione di spicco nella politica estera palestinese.

Dura è ad ogni modo la condanna di Netanyahu nei confronti del leader dell’Anp per aver deciso di trattare con Hamas. Il governo israeliano ha per questo motivo deciso di congelare i proventi dei diritti doganali palestinesi, al fine di evitare entrino nelle casse del movimento di Gaza. A questo proposito è intercorsa una conversazione telefonica tra il primo ministro palestinese Salam Fayyad e il segretario di Stato americano Hillary Clinton, durante la quale si è avuto modo d’accertare la continuità degli aiuti americani alle autorità palestinesi, ha dichiarato il Dipartimento di Stato USA.

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